73) Plechanov. Marxismo ed evoluzionismo.
Plechanov mette in evidenza i possibili punti di accordo fra la
dottrina marxista della lotta di classe e le teorie evoluzioniste.
Interessante la sua definizione dell'uomo come animale che
costruisce utensili. NOTA BENE. Guizot, uomo politico francese
della prima met dell'Ottocento, fu ministro del re Luigi Filippo.
G. Plechanov, La concezione materialistica della storia (pagine 69-
70).

 Capisco bene che questo linguaggio, per netto e preciso che sia,
possa apparire abbastanza oscuro. Perci mi affretto a commentare
l'idea fondamentale della concezione materialistica della storia.
L'idea fondamentale di Marx si riduce a questo: I rapporti di
produzione determinano ogni altro rapporto che esiste fra gli
uomini nella loro vita sociale. I rapporti di produzione sono a
loro volta determinati dallo stato delle forze produttive.
Ma, innanzi tutto, cosa sono le forze produttive?.
Come ogni animale, l'uomo  costretto ad una lotta per la sua
sopravvivenza. Ogni lotta suppone un certo dispendio di forze. Il
rapporto delle forze determina il risultato della lotta. Presso
gli animali, tali forze dipendono dalla stessa struttura
dell'organismo. le forze di un cavallo selvaggio sono assai
differenti da quelle di un leone, e la causa di tale differenza
consiste nella differenza di struttura. La struttura fisica
dell'uomo ha naturalmente anch'essa una influenza decisiva sul
modo di lottare per l'esistenza e sui risultati di questa lotta.
Per esempio, l'uomo  provvisto della mano. E' vero che i suoi
prossimi, i quadrumani (le scimmie) possiedono anch'esse le mani;
ma le mani dei quadrumani sono meno perfettamente adattate ai
diversi lavori. La mano  il primo strumento di cui l'uomo si 
servito nella sua lotta per l'esistenza, come ci mostra Darwin.
La mano, con il braccio,  il primo strumento, il primo utensile
di cui si serve l'uomo. I muscoli del braccio servono da molla che
colpisce o che lancia. Ma poco a poco la macchina diviene esterna.
La pietra dapprima era stata utilizzata per il suo peso, la sua
massa. In seguito, questa massa  fissata ad un manico, e noi
abbiamo l'ascia, il martello. La mano, primo strumento dell'uomo,
gli serve cos a produrne altri, a dar forma alla materia per
lottare contro la natura, cio contro il resto della materia
indipendente.
E pi si perfeziona questa materia padroneggiata, pi si sviluppa
l'uso di utensili e di strumenti e pi aumenta di conseguenza la
forza dell'uomo di fronte alla natura, pi aumenta il suo potere
sulla natura. Abbiamo definito l'uomo: un animale che costruisce
utensili. Questa definizione  pi profonda di quanto non si pensi
a prima vista. In effetti da quando l'uomo ha acquisito la facolt
di assoggettare e plasmare una parte della materia per lottare
contro la restante, la selezione naturale e le altre cause
analoghe hanno dovuto esercitare una influenza davvero secondaria
sulle modificazioni corporee dell'uomo.
Non sono pi i suoi organi che cambiano, sono i suoi utensili e le
cose che egli adatta per utilizzarle con l'aiuto dei suoi
utensili: non  la sua pelle a cambiare con il cambiare del clima,
ma i suoi vestiti. La trasformazione corporea dell'uomo cessa (o
diviene insignificante) per cedere il posto alla sua evoluzione
tecnica; e evoluzione tecnica significa evoluzione delle forze
produttive; e l'evoluzione delle forze produttive ha un'influenza
decisiva sulla collettivit umana, sullo stato della sua cultura.
La scienza attuale distingue parecchi tipi sociali: 1) Cacciatore;
2) Pastore; 3) Agricoltore sedentario: 4) Industriale e
commerciale. Ciascuno di questi tipi  caratterizzato da
determinati rapporti tra gli uomini, rapporti che non dipendono
dalla loro volont e che sono determinati dallo stato delle forze
produttive.
Prendiamo, per esempio, i rapporti di propriet. Il regime di
propriet dipende dal modo di produzione, poich la ripartizione e
il consumo delle ricchezze sono strettamente legate al modo di
procurarsele. Tra i popoli primitivi di cacciatori, spesso si 
obbligati a mettersi in molti per prendere la grossa selvaggina;
cos gli indigeni australiani cacciano il canguro in bande di
parecchie decine di individui; gli esquimesi riuniscono tutta una
flottiglia di canotti per la pesca della balena. I canguri
catturati e le balene portate a riva sono considerate propriet
comune; ciascuno ne mangia secondo il suo appetito. Il territorio
di ogni trib, tra gli indigeni australiani come presso tutti i
popoli di cacciatori,  considerato propriet collettiva; ognuno
vi caccia a suo modo, con il solo obbligo di non invadere il
terreno delle trib vicine.
Ma all'interno di questa propriet comune, certi oggetti servono
unicamente all'individuo: i suoi vestiti, le sue armi, sono
considerate propriet individuale cos come la tenda e il mobilio
sono di propriet della famiglia. Ugualmente, il canotto che serve
a gruppi composti di cinque o sei uomini, appartiene in comune a
queste persone. Quello che decide della propriet  il modo di
lavoro, il modo di produzione.
Ho intagliato un'ascia di selce con le mie mani, essa mi
appartiene; con mia moglie e i miei figli, abbiamo costruito la
capanna che dunque appartiene alla mia famiglia; con la gente
della mia trib sono andato a caccia e gli animali abbattuti ci
appartengono in comune. Gli animali che ho ucciso da solo sul
territorio della trib, sono miei, e se per caso l'animale ferito
da me viene finito da un altro, appartiene a tutti e due e la
pelle va a chi gli ha dato il colpo di grazia. A questo fine ogni
freccia porta il marchio del suo proprietario.
Fatto davvero notevole: presso i pellirosse dell'America del nord,
prima dell'introduzione delle armi da fuoco, la caccia al bisonte
era regolamentata in modo assai rigoroso: se parecchie frecce
erano penetrate nel corpo del bisonte, la loro reciproca posizione
decideva a chi apparteneva questa o quella parte dell'animale
abbattuto; la pelle apparteneva cos a colui la cui freccia era
penetrata pi vicina al cuore. Ma dopo l'introduzione delle armi
da fuoco, dato che le pallottole non portano segni distintivi, la
ripartizione dei bisonti abbattuti si fa secondo parti uguali;
essi sono dunque considerati propriet comune. Questo esempio
mostra con evidenza lo stretto legame che esiste tra la produzione
e il regime di propriet.
In questo modo i rapporti tra gli uomini nella produzione decidono
dei rapporti di propriet, dello stato della propriet, come
diceva Guizot. Ma, una volta dato lo stato della propriet, 
facile comprendere la costituzione della societ, che si modella
su quella della propriet. E' in questo modo che la teoria di Marx
risolve il problema che non potevano risolvere gli storici e i
filosofi della prima met del diciannovesimo secolo.
G. Plechanov, La concezione materialistica della storia, La nuova
sinistra-Samon e Savelli, Roma, 1970, pagine 74-76.
